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BRESCIA - Brescia capitale della sensibilizzazione verso chi ha perso un parente, un amico, una persona cara, in un incidente stradale. La manifestazione si e' tenuta, ancora una volta oggi, in piazza Loggia dove chi intendeva trascorrere una giornata a passeggio per le vie del centro, si e' improvvisamente imbattuto in una selva di croci, 162, in una distesa di fotografie di chi e' morto tra lamiere accartocciate o poche ore dopo il ricovero in ospedale, in seguito ad uno schianto: le vittime della strada. Sono scese lacrime, oggi in piazza Loggia, e a versarle sono stati soprattutto, ma non solo, quei genitori che hanno dovuto fare i conti con una telefonata delle forze dell'ordine giunta in piena notte, con un letto trovato ancora intatto e destinato a rimanere vuoto per sempre, con la fredda e impietosa burocrazia del riconoscimento della salma del figlio. E, quindi, con il vuoto che rimane dalla perdita del bene piu' caro. Il bollettino di guerra e' pesantissimo e i dati diffusi dall' Associazione familiari vittime della strada non lasciano dubbi su quanto alto sia il tributo pagato ogni anno dalle famiglie italiane, a causa degli incidenti stradali. ''Si registra - era riportato sul volantino distribuito oggi - un caduto ogni ora e in un anno morti, sulle strade italiane, sono 8.000 mentre sono 20.000 i disabili gravi e 300.000 i feriti''. In realta', in provincia di Brescia, qualche segnale di inversione di tendenza si e' registrato, ma oggi non era certo il giorno per prendere atto di questi dati in qualche modo leggermente positivi. Oggi, in piazza Loggia sono state messe a nudo le storie di chi ha sperato fino all'ultimo istante che non fosse toccata al proprio figlio, al proprio amico. C'era, oggi, la madre di uno dei quattro ragazzi di Remedello Sotto (Brescia) morti nel terribile incidente accaduto nell'aprile del 2004 a Isola Dovare (Cremona), c'era il padre della bambina di cinque anni investita e uccisa a Chiari (Brescia) nel maggio scorso. Storie per cui si e' trovata la forza di raccontarle davanti a cronisti e telecamere, oggi, a mesi e, in alcuni casi, anni di distanza. A testimonianza di un dolore immenso, sempre vivo e destinato a rimanerlo per sempre. Tutto cio', in una giornata che, per un tragico scherzo del destino e' iniziata con un altro grave incidente stradale che ha causato due morti al confine tra le province di Brescia e Mantova. Una iniziativa forte, quella attuata oggi in piazza Loggia, non c'e' alcun dubbio. Le scarpe, il casco disposti per terra sono appartenuti a chi ha lasciato la propria vita lungo una strada, quattro anni fa, quando lo scooter che stava guidando e' finito contro un'auto. Drammi che spesso hanno acquistato il carattere dell'irreversibilita' quando il medico del pronto soccorso ha detto a chi magari era arrivato in ospedale con il pigiama per il figlio, che ''non c'e' piu' nulla da fare''. Oggi sono state invocate piu' prevenzione, repressione, ma anche nuove leggi sugli orari delle discoteche. Per ora, il risultato certo e' quello delle coscienze dei passanti che sono inevitabilmente rimaste scosse quando si sono trovate davanti a tanto dolore.

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 20/11/2005 20:17


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