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Sit-in Roma dll 3337 - da Maurizio_Galli_ Angeli il 27/01/2006 * 20:24

SIT-IN PALAZZO MADAMA (SENATO) GIORNI 24-25-26 GENNAIO 2006 Per sollecitare l’approvazione

definitiva del d.d.l. 3337 (incidenti stradali)

Una delegazione di nostri associati, in prevalenza della sede di Roma come è ovvio che sia,

ha presidiato durante questi tre giorni innanzi a Palazzo Madama, sede del Senato Italiano,

esponendo due striscioni dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada -

Onlus con i volti dei nostri cari.

E’ stata particolarmente gradita la presenza dei rappresentanti delle sedi di Potenza,

Avellino, Grosseto, Brescia e Siena.

Giovedì 26 abbiamo incontrato davanti Palazzo Madama il sig. Dan, dell’associazione Manuela.

Sempre giovedì 26 il Ministro della Giustizia Castelli si è fermato a parlare per un attimo con noi, mostrando sensibilità alle nostre richieste.
Il d.d.l. 3337

è stato calendarizzato tra i giorni 31 Gennaio e 2 Febbraio (la data più probabile è quella

del 1 Febbraio). Ci stiamo organizzando per presenziare sia all’interno del Senato, ascoltando il dibattito, che all’esterno di Palazzo Madama, esponendo di nuovo i nostri

striscioni, Questura permettendo.

Maurizio Galli Angeli – Sede di Roma.

Alla cortese att.ne del Presidente della Repubblica Italiana

Carlo Azeglio Ciampi

Il mio nome è Carlo Mariano Sartoris e da venti anni sono condannato a scontare una pena che terminerà l'ultimo giorno della mia vita. Sono un ergastolano sanitario.

Sono rimasto completamente paralizzato in un incidente stradale nel 1986. Da quel giorno, la mia vita di architetto e padre di famiglia si è trasformata in un incredibile percorso costellato di vicende difficilmente riassumibili in poche righe. Ho sempre calzato la mia invalidità con molta dignità, nessuna vergogna e molta disponibilità rispetto alle barriere mentali che sovente rendono più difficile una vita già molto complicata.

Non Le scrivo per narrare di handicap, ma perché, in seguito a delle vicende giudiziarie tra il sottoscritto e la Assicurazione della controparte, da venti anni vivo nel rodimento di essere stato giudicato in modo palesemente depistato e altrettanto chiaramente errato.

Mentre trascorrevo un anno e mezzo della mia vita in un ospedale francese, dove sono stato misteriosamente trasportato dall'aeroplano dell'allora Presidente Cossiga, aggrappato ai miei pochi resti tentando il massimo della mia riabilitazione, iniziava una pratica legale che ancora non si è conclusa.

Qualsiasi legale al di fuori della vicenda, che si è soffermato nell'analizzare le carte che conservo ancora, mi ha confermato stupefatto delle  incongruenze, che la mia traversia, per qualche misterioso fatto che tuttora ignoro, è stata probabilmente interpretata affinché la verità non venisse riconosciuta.

Viaggiavo in motocicletta andando per la mia strada, un'auto è uscita da un piazzale che nemmeno era adibito a parcheggio, sbarrandomi la strada. Il resto è comprensibile.

Mentre ero in ospedale iniziava la mia pratica dalla quale, in primo grado, venivo risarcito poiché mi era riconosciuta la ragione, ma dopo anni, in appello la sentenza mutava e mi veniva attribuita la responsabilità  di una caduta a causa esclusivamente di una non identificata forma di imperizia, cosa assolutamente inesistente. Chiunque abbia mai calzato il sellino di una moto sa che il buttarsi per terra senza un buon motivo non è una pratica usuale.

L'assicurazione mi richiedeva indietro il risarcimento, maggiorato allora di 300 milioni di Lire di interessi, denaro che mi serviva per impostare la mia nuova vita, poiché l'handicap è un lusso che non tutti si possono permettere. In quel momento ho scelto ed ho peccato, non ho restituito il denaro richiesto, non solo per meri motivi economici, ma anche perché ingiuriato e ucciso una seconda volta da un sistema giudiziario del quale mi sfuggì allora il ragionamento e tuttora mi sfugge. Il ricorso in Cassazione, seguendo il suo iter, convalidava la sentenza di secondo grado.

Per me, che sempre sono vissuto del mio lavoro, con onestà e dedizione, è stato un momento terribile, forse più che l'incidente stesso. Un incidente può accadere per caso, certo per una distrazione o un errore, ma mai è premeditato e valutato prima di essere compiuto. Un errore giudiziario, seppur applicato ad un piccolo cittadino quale io sono, devasta una moralità, disintegra una vita già massacrata e la spietata macchina della giustizia non si arresta lì. Prosegue.

Oggi vivo ospite di una anziana signora (80 anni, Cavaliere della Repubblica) che da cinque anni mi ha accolto nella sua casa, essendomi trovato completamente solo e senza un tetto dopo quindici anni di autosopravvivenza, dopo essermi speso centinaia di milioni per supplire alle carenze dell'assistenza domiciliare che spesso è solo un bel progetto stilato su una carta.

Questa breve esposizione è per specificare che, così come la legge impone, essendomi sottratto al risarcimento che comunque non avrei potuto onorare in toto visti gli esorbitanti interessi, da venti anni sono debitore ad una potente assicurazione, che del mio caso pare averne fatto un motivo di principio.

Anche potessi non mi è concesso intestarmi nulla, vivo con la spada di Damocle del mio non piegare la testa di fronte a quello che ritengo o un errore madornale o peggio, un diabolico imbroglio.

Sono disposto a mostrare ogni carta in mio possesso a qualsiasi persona di imparziale sapienza per dimostrare che quanto scrivo non è frutto di un malessere di vivere o di una lamentela sterile. Ho un orgoglio che mi tiene in vita e da sempre ho cercato di essere un uomo giusto.

Le scrivo Signor Presidente perché, in questo momento in cui si parla molto di amnistia, in questa Italia che vive di condoni, Le scrivo per chiedere una grazia.

È vero, mi sono sottratto ad un risarcimento, l'ho fatto per vivere e non per speculare, non per imbrogliare o approfittare di una potente assicurazione, è vero, sono colpevole, ma solo di questo. Nessun giudice paga per i propri errori. Io sì.

Le scrivo Signor Presidente perché sono un uomo moralmente distrutto, non solo fisicamente, e la cosa è quasi peggio.

Ho un paio di sogni nel cassetto, uno di questi  è vedere finalmente e semplicemente riconosciuta l'inesattezza della sentenza e basta, riappropriarmi della mia dignità dimostrando in un qualsiasi incontro, anche informale, con qualsiasi persona che ama la giustizia e può essere incuriosita da questa mia vicenda, quelli che furono i fatti reali, talmente semplici ed evidenti che ancora oggi mi tormentano e mi insospettiscono, frutto di nebulose motivazioni di una sentenza che mi ha condannato ad un comportamento del quale mi vergogno.

Il secondo sogno è quello di poter tornare un uomo libero di esistere su un pur modesto conto corrente, e magari un giorno ricomperarmi una piccola casa che non ho più, se ci riuscirò con il mio duro lavoro, seppur paralizzato, e di vivere da uomo libero, dopo aver scontato venti anni di umilianti sotterfugi.

Venti anni non si danno più neppure agli assassini. È vero, sono colpevole di non aver restituito 800 milioni di Lire che erano il prezzo della mia vita. Lo confesso e chiedo di essere graziato dai massimi dirigenti dell'INA Assitalia, con chiunque dei quali farei volentieri due chiacchiere "sul concetto di ragione", per far capire loro quanto costa ad un uomo, paralizzato o no, la forza di una "strana" sentenza, contro la quale, la "ragion non vale".

Chiedere è lecito, io chiedo un gesto, un momento di attenzione, per una triste storia che è stata sfigurata nel suo volto della verità.

Come piccolo peccato di orgoglio personale, segnalo che in questi lunghi anni di dolorosa paralisi, non mi sono ripiegato  su me stesso.

La mia vena lavorativa non si è spenta e oggi, pur viaggiando in carrozzina elettrica e scrivendo con una protesi in plastica, sono diventato un modesto, ma stimato scrittore e un richiesto testimone nelle scuole della mia regione Piemonte, per incontri con i giovani sul valore della vita e sull'importanza di una condotta di guida consapevole e matura, ad uno dei quali, su invito, ho affiancato il Presidente della Provincia di Cuneo On. Costa.

È un modo per dare un senso all'essere ancora vivi e mettere a disposizione del sociale certe dure esperienze.
Carlo Mariano Sartoris

 

 


new.gif "d.d.l. 3337 su “Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali” 

Sit-in dinanzi al Palazzo del Senato 
Stampare l'allegato con le istruzioni e la mappa di Roma per il ritrovo

 
 
Sin da martedì 24 gennaio saremo dinanzi al Senato in attesa che venga definitivamente approvato il ddl 3337.  La nostra presenza pacifica vuole sollecitare i Senatori non solo a trattare il ddl già calendarizzato, ma anche a votarlo in maniera unitaria e positiva. Sarà diffuso ai Senatori ed anche ai passanti un nostro volantino contenente la nostra richiesta e il ddl 3337, per chiarire i motivi della nostra presenza, per sensibilizzare l'opinione pubblica e per richiamare all'attenzione dei Senatori la nostra pressante richiesta.
E' importante essere presenti in molti, pertanto ciascuno si deve impegnare per esserci.  
*Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
*presidente


new.gif "d.d.l. 3337 su “Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali”
19 gennaio 2006
Continua la nostra azione per sostenere l'approvazione definitiva del d.d.l.3337 su "Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali", con continue sollecitazioni alle istituzioni. Abbiamo inviato il 16 gennaio il seguente telegramma al Presidente del Senato Marcello Pera, trasmesso anche via fax al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri dott. Gianni Letta: Nell'interesse collettivo delle vittime della strada italiane, l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, quale associazione di promozione sociale unica riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a rappresentare e a tutelare i diritti fondamentali delle vittime, Le chiede l'immediata calendarizzazione del d.d.l. 3337 su "Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali" per l'approvazione definitiva prima dello scioglimento delle Camere. *Giuseppa Cassaniti Mastrojeni *presidente AIFVS  

 La nostra lettera di sollecitazione
Risposta dell'on. Gianni Letta  

Per 26 gennaio 2006 è stato calendarizzato alla assemblea del Senato il ddl 3337 : conto alla rovescia per l'approvazione di una delle riforme legislative più importanti della società italiana per combattere la criminalità colposa stradale e per dare giustizia ai superstiti. L' Associazione italiana familiari e vittime della strada raccomanda ai gruppi, ai partiti ed ai senatori una approvazione della legge alla unanimità e darà conto ai propri associati, anche tramite il sito,del lavoro che sarà fatto in assemblea.

new.gif "No all'insabbiamento al Senato del d.d.l. 3337, che risponde alle esigenze di giustizia delle vittime della strada!"  comunicato stampa del 19 gennaio 2006

new.gif "d.d.l. 3337 su “Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali” Ci stanno prendendo in giro! tutti a Roma   Il senatore Fassone (ds-u) è stato l'unico componente della commissione giustizia a non ritirare gli emendamenti proposti ed anzi aggiungendo la propria firma agli emendamenti proposti  dagli altri senatori del suo gruppo ed anzi dichiara voto contrario al disegno di Legge  leggere qui
Stia tranquillo il senatore Fassone che a tempo debito gli associati non si dimenticheranno certo di quanto abbia dimostrato aver a cuore i nostri problemi......  
L’ hanno calendarizzata per giovedi prossimo, l'ultimo giorno di lavoro, cosi potranno dire che non ce l'hanno fatta a trattarla (lo stesso Gianni Letta ci risponde si un suo interessamento ma aggiunge anche che il tempo a disposizione e' poco e in tale periodo dovranno esser approvati diversi disegni legge..... e noi si rimane con un pugno di mosche!
Se ci interessa l'approvazione di questo disegno di legge dobbiamo esser disposti a trasferirci a Roma già dal prossimo martedì incatenandoci davanti al Senato con croci e foto dei nostri cari e continuando a manifestare fino ad approvazione avvenuta.   I temi non sono di poco conto: l'abbreviazione dei tempi di giudizio, la liquidazione di provvisionale in caso di incidente stradale, la riabilitazione del condannato mediante il lavoro in favore della collettivita' sono temi che sosteniamo da anni. I soci romani dovranno essere il nostro zoccolo duro ma anche gli altri dovranno fare il possibile per esser presenti.


False Associazioni vittime della strada.

Articolo stampa Corriere della sera del 10 gennaio 2006
In Canada con più di 50 mila euro della campagna per la guida sicura
Scappa con i fondi per le vittime della strada
È scappato in Canada con più di 50 mila euro che avrebbero dovuto essere devoluti alle vittime di incidenti motociclistici o ai loro familiari. L'uomo, ricercato dalla Procura e dai carabinieri di Monza con l'accusa di truffa, è un giornalista di 41 anni originario di Torino ma residente da molti anni a Monza. Nel raggiro sono finite non solo le vittime degli incidenti, ai quali erano stati promessi fondi di sostegno per le cure; ma anche le migliaia di persone che hanno contribuito alla fasulla campagna nazionale per la guida più sicura versando fiumi di quattrini; e, infine, Riccardo Tagliabue, giornalista quarantenne, titolare di un'agenzia di comunicazione di Monza che, inconsapevolmente, ha aiutato il collega a organizzare la truffa. Una trama spezzata la vigilia di Natale, quando Tagliabue ha scoperto di essere stato raggirato e ha denunciato tutto ai carabinieri. La truffa ruota attorno a un braccialetto di plastica su cui è stampigliata, in caratteri dorati, la scritta «La mia inclinazione», nome e simbolo dell'associazione Onlus che Tagliabue aveva contribuito a fondare convinto dal collega. Il braccialetto non era in vendita: per averlo si doveva fare una donazione di almeno 5 euro. Per promuoverlo, la mente dell'imbroglio ha pensato di sfruttare l'agenzia di Riccardo Tagliabue, esperto del mondo motociclistico. Dalla fine del 2004 al dicembre del 2005, il cerchietto di plastica è stato promosso con manifestazioni di piazza ed eventi organizzati all'Autodromo di Monza; è stato allegato a riviste motociclistiche e descritto in passaggi televisivi come è accaduto in una puntata del programma «Le Iene». Il tutto, ovviamente, a spese di Riccardo Tagliabue che, fra costi di organizzazione e spese varie, ha sborsato la bellezza di 20 mila euro. «È una vicenda allucinante — spiega Tagliabue —. Quella persona non solo mi deve un mucchio di soldi che conto di recuperare fino all'ultimo centesimo, ma anche ha anche raggirato moltissime persone e altrettante associazioni di volontariato». Sul suo conto, per il momento, i carabinieri non sono riusciti a scoprire molto, se non che non ha precedenti per reati analoghi e che la professione di giornalista, indicata sulla carta d'identità, è molto probabilmente una copertura.


Riccardo Rosa
  


Comunicato stampa

                                                                     Al Presidente della Repubblica   
                                                                     Al dott. Gianni Letta – Presidenza del Consiglio
                                                                     Al Sen. Caruso Presidente  Commissione Giustizia 
                                                                     Al Sen. Zancan Relatore Commissione Giustizia
                                                                     A tutti i  Senatori della Commissione Giustizia
                                                                     Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari
                                                                     Ai mass-media
7/01/2006
                                                               
Oggetto:
approvazione definitiva al Senato del d.d.l. 3337 su “Disposizioni urgenti in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali”

Vista l’assicurazione data alla nostra Associazione dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dott. Gianni Letta con nota del 29/12/2005 sull’iscrizione all’o.d.g. del d.d.l. 3337 per la sua definitiva approvazione alla ripresa dei lavori parlamentari;
Tenuto, inoltre, conto che la trattazione in tale data è stata confermata per telefono il 6/01/2006 dal Senatore Caruso ad Andrea Dan, presidente Associazione Manuela, in seguito alla sua azione di protesta;
l’Associazione soprassiede temporaneamente dall’annunciata manifestazione dinanzi al Palazzo del Senato, pur restando fortemente attenta allo svolgimento dei lavori per l’immediata definitiva approvazione del d.d.l. 3337, il cui insabbiamento, si sottolinea, comporterebbe grave danno per le vittime ed i familiari, che si vedrebbero negata la possibilità di una provvisionale immediatamente esecutiva dal 30 al 50% del presumibile risarcimento.
L’Associazione si attende, pertanto, che il d.d.l. 3337 passi al Senato senza emendamenti che ne pregiudichino l’approvazione, con un “sì” pieno, come è passato alla Camera.
dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
presidente nazionale AIFVS                       


L'ultimatum di Andrea Dan - da A.I.F.V.S. onlus il 04/01/2006 * 11:56

 Da il Gazzettino
Mercoledì, 4 Gennaio 2006
L'ultimatum di Andrea Dan se il presidente della commissione Giustizia non andrà ad Arcade «Occuperemo il municipio di Cortina» Treviso «Abbiamo avuto notizia che il presidente della commissione giustizia del Senato, Antonino Caruso, si trova in vacanza a Cortina. Noi lo aspettiamo qui da due giorni ma non verrà presto andremo a occupare anche il municipio di quel centro». Lo ha annunciato il presidente dell'associazione Manuela, Andrea Dan, impegnata sul fronte della tutela dei famigliari delle vittime della strada e presente da lunedì, con un proprio presidio, nei locali del municipio di Arcade. A condividere la protesta vi sono altre persone che hanno riportato invalidità permanenti in incidenti stradali e i genitori di Melania, una bambina che la scorsa estate fu travolta e uccisa durante una festa paesana ad Arcade da un automobilista ubriaco.

L'iniziativa di questi giorni riguarda la mancata ratifica da parte della commissione giustizia del Senato di una proposta di legge già votata dalla Camera, la quale prevede una serie di provvedimenti a carico dei responsabili di gravi incidenti stradali. La commissione, presieduta dal sen. Caruso, avrebbe soltanto altri 10 giorni utili per far votare il provvedimento prima dello scioglimento delle Camere, fissato per il 29 gennaio. Gli articoli contenuti nel testo prevedono, tra l'altro, l'impiego in occupazioni socialmente utili di assistenza a disabili di persone che si siano rese responsabili di incidenti stradali per guida in stato di ebbrezza, e la possibilità di ritirare la patente fino ad un periodo di quattro anni, contro il limite massimo di 12 mesi indicato dalle leggi attuali. La proposta stabilisce anche che le società di assicurazione siano tenute a corrispondere subito dopo l'evento, senza attendere il pronunciamento definitivo della magistratura, una provvisionale fino al 50% ai famigliari di una persona deceduta per le conseguenze di un sinistro provocato da altri. I giudici, infine, saranno obbligati a risolvere ogni procedimento relativo a incidenti stradali mortali entro un anno.

«Sia chiaro - aggiunge Andrea Dan - che per desistere non mi bastano telefonate di rassicurazione o l'invio di loro portavoce».

Nei prossimi giorni, è stato anche annunciato, grazie alla collaborazione dell'Associazione dei famigliari delle vittime della strada, presieduta da Pina Cassaniti, si svolgerà anche una manifestazione davanti Palazzo Madama. 


Argomento del giorno: Assicurazioni & Giustizia per le vittime della strada.

Pierina Guerra sede AIFVS onlus Venezia scrive: La vera presunzione è credere di essere tutti uguali - come dice la legge? la legge è uguale per tutti - che stronzata, no, non è così, lo vediamo anche dalle tabelle stilate dalle assicurazione, se sei casalinga non vali niente, sei avvocato produci un reddito di svariati zeri hai diritto ai tanti zeri che guadagnavi, sei scolaro,studente..... ma togliti di mezzo presto perchè gravi sulla famiglia!!  eh no, non siamo tutti uguali. 26 febbraio 1983 questa è la data del mio maledetto incidente stradale, prepotentamente mi è stata tolta, anzi uccisa mia madre, 47 anni, io, 26 anni, con una invalidità permanente. Una ulteriore udienza ci sarà a dicembre 2007, la vergogna  continua.

Paolo Ortolani sede AIFVS onlus  Macerata scrive: E' una strategia ormai consolidata: le assicurazioni non vogliono pagare e per tal fine si "comprano" anche gli avvocati (almeno alcuni). Se poi sono costretti a risarcire allora aspettano che sia un giudice a ordinarglielo e se proprio non possono fare a meno di pagare contano nel trascorrere impietoso del tempo trovando terreno fertile nelle lungaggini giudiziarie. Alla fine, quando non ne possono fare proprio a meno cercano di pagare il meno possibile, giocando al ribasso e confidando sullo sfinimento fisico e psicologico della vittima. In poche parole: anche sulle disgrazie della strada è il vil denaro a fare da padrone influenzando spesso anche le sentenze. Ma anche l'opinione pubblica non è da meno: dopo lo slancio emotivo iniziale, dove a favore delle povere vittime scorrono fiumi di parole e di lacrime, all'insegna del cinico  ... tanto a qualcuno deve succedere ... meglio a lui che a me . la gente non ne vuole più sapere. Forse è una sorta di scaramanzia, forse un rifiuto psicologico, ma non ne vuole più sentire parlare, quasi che con le nostre insistenze diventiamo addirittura sfacciati e da vittime passiamo a carnefici. Non ho timore di dire che in questi casi, i carnefici possono beneficiare di "giustificazioni e comprensione" molto più che le loro vittime. A volte questo accade anche da parte dei giudici. Io sto aspettando da più di 18 anni e ormai non ho quasi più la forza nemmeno di essere incazzato.

Giorgio Giunta sede AIFVS onlus Pavia scrive: Iniziamo l'anno 2006 con una seria battaglia a questi avvoltoi, seria e decisa, dimostrando che si siamo addolorati ma anche terribilmente incazzati.

Franco Piacentini sede AIFVS onlus Modena scrive: Sulla assistenza legale riterrei sia giunto il momento di guardarci dentro un pochino perchè mi sembra di capire che, al di là del problema dei tribunali sul quale non è che si riesca ad incidere piu di tanto, vi sia anche un problema di adeguata assistenza alle vittime del reato sia sul penale che sul civile. In accordo con la presidente si stava pensando a convocare una riunione con tutti i legali convenzionati per capire se, e come, si possa migliorare in questo campo.

new.gif  Forum su questo argomento


Notizie ANSA del 31.12.2005

Travolta e uccisa rumena a Padova.
La donna, vedova di 36 anni, lascia figlia di 16
(ANSA) - PADOVA, 31 DIC - Un pirata della strada l'altra sera a Padova ha travolto e ucciso una badante rumena, Daniela Mirea, 36 anni, che lascia una figlia di 16.E' affidata alle riprese delle telecamere di alcuni istituti bancari e anche ad alcune testimonianze la speranza di individuare il pirata della strada. La ragazzina, affidata ad alcuni amici e seguita dai funzionari del consolato di Romania, e' rimasta sola, visto che la madre, che era in Italia con regolare permesso di soggiorno, era vedova.

Incidenti: 5 morti in Abruzzo.
Coinvolto pullman su A/25, poi chiusa per ghiaccio con A/24 (ANSA) -PESCARA, 31 DIC- Cinque persone sono morte in un incidente sulla A/25, nei pressi di Collarmele (L'Aquila), in cui sarebbero coinvolti auto e un pullman. L'incidente, che avrebbe causato anche alcuni feriti, potrebbe essere stato provocato dalla presenza di ghiaccio. Proprio per il pericolo del ghiaccio - e a causa di alcuni altri incidenti, sembra senza feriti - sono state chiuse, in Abruzzo, tutte le stazioni in entrata della A24 Roma-Teramo e della A25 Roma-Pescara, che e' percorribile da Roma a Carsoli.

Incidenti: tre morti sulla A3
Scontro tra due auto vicino a svincolo Buonabitacolo (ANSA) - NAPOLI, 31 DIC - E' di tre morti e di alcuni feriti il bilancio di un incidente avvenuto sulla A3 poco dopo lo svincolo Padula-Buonabitacolo, in Campania. Lo scontro tra due auto e' avvenuto in un tratto in cui si viaggia su un'unica carreggiata. Ancora incerta la dinamica dell'incidente anche se vi hanno contribuito la velocita' e il fondo stradale reso viscido dalla pioggia. Per chi viaggia in direzione Reggio e' stata disposta l'uscita a Buonabitacolo con rientro a Lagonegro.


Roma, 27 dicembre - Sono state 40 le vittime dei 35 incidenti stradali mortali avvenuti su strade e autostrade italiane tra il 24 e il 26 dicembre. I dati sono stati rilevati da Polizia stradale e Carabinieri.
Sul bilancio delle vittime, secondo quanto riferisce la Polizia, ha influito negativamente il verificarsi di 4 incidenti plurimortali (tra questi si è registrato un sinistro che ha causato 3 decessi).
Tra il 24 e il 26 dicembre gli incidenti mortali con coinvolgimento dei veicoli a due ruote sono stati 4, pari al 11,42 per cento circa del totale dei sinistri. Il 48,57 per cento circa degli incidenti con esito mortale si è verificato per perdita del controllo del veicolo da parte del conducente, mentre il 28,57 per cento circa è avvenuto in centro abitato. Gli incidenti avvenuti nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 sono stati 13 con 16 vittime. Complessivamente su 40 vittime 15 avevano un età inferiore a 30 anni. Polizia Stradale ed Arma dei Carabinieri, in questi giorni festivi, hanno potenziato i dispositivi di prevenzione e di vigilanza stradale con l'impiego di 30.653 pattuglie, che hanno contestato 10.962 violazioni al Codice della strada, con 14.421 punti decurtati, 485 patenti di guida e 342 carte di circolazione ritirate.
I dati, secondo quanto riferisce la Polizia, non possono essere raffrontati con quelli delle festività degli anni passati perchè i periodi non sono coincidenti.
In totale gli incidenti avvenuti tra il 24 e il 26 sono stati 1.299. Di questi, quelli con feriti sono stati 609, con 955 persone coinvolte. Sono stati, infine, 655 gli incidenti con danni a cose.


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