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Comunicato stampa

Fermiamo la strage stradale!  


È l’appello che l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada continua a  riproporre in occasione dell’ennesima strage stradale con distruzione di cinque giovani vite nei pressi di Novara e di altre due a Rieti  proprio ieri.
Sono incidenti che ci ricordano ancora una volta che non è possibile tollerare
a) l’insufficienza dei controlli sulla strada,
b) l’eccesso di velocità e
c) la situazione di ingiustificato privilegio degli enti gestori che non sono mai chiamati a  rispondere dei fatti direttamente ricollegati alle loro responsabilità di controllo: se dalle discoteche o da qualunque luogo di somministrazione di alcolici escono persone che si mettono alla guida in stato di ebbrezza i gestori ne sono direttamente responsabili.
Pertanto il problema del controllo si imposta a monte, all’uscita dai locali prima ancora che sulla strada.
I gestori dei luoghi di ritrovo non possono impunemente guadagnare sulla vita dei giovani, e sentirsi non responsabili delle conseguenze del loro operato.
Riproponiamo ancora il limitatore di velocità da applicare con urgenza sui mezzi di trasporto: fornire ancora auto potenti da utilizzare su strade che non permettono di superare i 130 km/h nelle condizioni ottimali, significa incoraggiare tutti, specie i giovani, a trasgredire la legge, ad ammazzarsi e ad ammazzare, e a diffondere nella società il messaggio che contano gli interessi dell’industria motoristica  e non  il valore della vita.
Chiediamo al Ministro dell’Interno e al Vice Ministro ai Trasporti con delega alla sicurezza di porre rimedio a questo gravissimo problema con opportuni provvedimenti.

dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
presidente AIFVS
     


Il piede schiacciato sull’acceleratore, l’auto lanciata a forte velocità, il salto di corsia. Poi la folle corsa della Smart si conclude sulla cunetta della strada provinciale che da Sestu porta dritta a Elmas.
Appena una mezzora dopo quella multa per guida pericolosa. L’auto sbanda, finisce fuori strada, infine si capotta più di una volta. Per V. A. ragazza 22enne non c’è stato scampo.
Alla guida dell’utilitaria c’era M. P., 21enne suo amico.
Doveva essere una serata di divertimento e spensieratezza, è finita ancora una volta nel sangue.Una notte iniziata male e finita peggio. La coppia, infatti, era stata sorpresa e bloccata dai carabinieri sulla centralissima via Roma solo poco prima del terribile schianto. I militari avevano notato l’auto perché era uscita da un parcheggio sgommando. Inevitabile la multa per infrazione del codice della strada. I due ragazzi non ci devono aver fatto molto caso, già proiettati nella corsa verso Cagliari.
La Smart è arrivata a forte velocità all’imbocco della s.s. Sestu – Elmas. All’uscita di una semicurva il conducente non è riuscito a controllare l’auto che si è ribaltata più volte concludendo la sua corsa in cunetta. Mentre l’auto correva senza più controllo, V. A. è stata sbalzata dall’abitacolo ad una decina di metri di distanza. La ragazza non aveva la cintura di sicurezza allacciata, misura che forse avrebbe potuto salvarle la vita. Quando sono arrivati i primi soccorsi la scena che si è presentata è stata terrificante. La giovane ormai priva di vita era riversa sull’asfalto e l’equipe del 118 non ha potuto far niente per lei. M. P. è finito in ospedale per diverse escoriazioni e alcuni accertamenti radiologici, poi è stato dimesso.
Sulla dinamica dell’incidente è stata aperta un’inchiesta. Per il conducente è scattata l’accusa di omicidio colposo mentre la Smart è stata posta sotto sequestro giudiziario. Per gli investigatori la dinamica è chiara: Forte velocità, in un tratto dove il limite è di 50 chilometri orari.

Fonte: Il giornale di Sardegna
Stefano Lucchi - Cagliari

INCIDENTI_STRADALI.
NUOVE STRAGI DEL SABATO SERA:
Cinque morti . (Apcom) - Una nuova strage del sabato sera si è consumata sulle strade italiane. L'incidente più grave è avvenuto a Carpignano Sesia, in provincia di Novara, dove cinque giovani (di età compresa tra i 22 e i 33 anni) sono morti mentre tornavano a causa a bordo di un'Alfa 147 dopo aver trascorso la serata in una birreria. Il grave incidente stradale è avvenuto alle 5 del mattino. L'auto con a bordo i cinque giovani si è schiantata contro il muro di un edificio probabilmente a causa dell'alta velocità.

Benevento: scontro tra auto, 1 morto e 11 feriti
BENEVENTO - Un ragazzo di 22 anni e' morto e 11 persone sono rimaste ferite la notte scorsa in uno scontro frontale tra tre auto che viaggiavano in direzione opposta nei pressi di un incrocio alle porte di Benevento. Ancora da accertare la dinamica dell'incidente. Il giovane morto si chiamava Alfredo Amato e l'amico che era in auto accanto a lui e' con gli altri 10 feriti in ospedale: alcuni sono stati portati al Rummo, altri al Fatebenefratelli di Benevento. Nessuno e' in pericolo di vita: le ferite sono state giudicate guaribili tra i sette ed i 30 giorni. L'impatto e' stato forte tanto che le auto si sono accartocciate in un groviglio di lamiere. (Agr)

Incidenti stradali: scontro bus-auto, non in pericolo di vita feriti
RIETI - Non sono in gravi condizioni le giocatrici del Vbc Rieti, squadra di pallavolo femminile di serie B2, coinvolte ieri sera in un incidente sulla via Salaria. Stavano rientrando a casa in pullman dopo la partita a Roma valida per il secondo turno del girone F del campionato cadetto. L'incidente e' stato provocato da una macchina guidata da due romeni, di 36 e 30 anni, morti sul colpo. In condizioni giudicate gravi, ma non in pericolo di vita, l'allenatrice del Vbc Rieti, la 49enne Maria Grazia Angeletti. Ricoverate anche tre giocatrici e il presidente della squadra reatina che guidava il pulmino, ma per tutti le condizioni di salute sono buone nonostante l'impatto. (Agr)


Processo Capodanno 2000 Montemarcone - da Max il 20/10/2006 * 10:42

Processo Capodanno 2000 Montemarcone:

La Corte di Appello di L’Aquila modifica in aumento la provvisionale di primo grado del Giudice del Tribunale di Lanciano.

L’imputato e la Carige Assicurazioni dovranno pagare dopo oltre sei anni altri 100,000 euro rispetto a quanto liquidato a titolo di provvisionale dal Tribunale di Lanciano alla  parte civile vittima della strada. 

Atessa  (CH). Dopo la mezzanotte di capodanno 2000 nei pressi di Montemarcone una autovettura giungendo ad un dosso dopo una salita ripida affrontava una curva ed invadeva l’opposta corsia di marcia venendo a collisione con un ciclomotore con a bordo due giovani di Atessa. Massimiliano Menna all’epoca di anni 17 riportava gravissime lesioni al bacino e fratture  cui conseguiva, dopo tre anni di cure, reiterati interventi chirurgici e ricoveri a: Atessa, Lanciano,  Pescara, Modena, Milano, Rovigo nel disperato tentativo di recuperare la funzionalità perduta, la totale paralisi dell’arto inferiore sinistro  e la pressoché totale perdita della qualità della vita. Il Tribunale di Lanciano nella persona del Giudice Marino  nel 2003 aveva condannato Rucci Mauro nato l’8.8.1970 di Atessa ad una ammenda ritenendolo responsabile dei danni e la Carige Assicurazioni a pagare una provvisionale di euro 200.000,00. L’imputato difeso dall’Avv. Sebastiano Arboretti Giancristofaro aveva proposto appello e dopo sei anni Massimiliano Menna, difeso per il primo grado dall’Avv. Sergio Alvino di Lanciano e per il secondo grado di giudizio dall’Avv. Gianmarco Cesari, l’avvocato del Foro di Roma della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e Presidente dell’Osservatorio Vittime, ha ottenuto miglior giustizia. L’appello proposto dall’imputato Rucci che tendeva a far rilevare che i Carabinieri di Atessa avevano nella notte errato ad individuare il punto d’urto tra i veicoli è stato rigettato.

La Corte di Appello di L’Aquila  ha condannato Rucci Mauro anche alla sospensione della patente per un mese interamente condonando la pena per effetto dell’indulto ed ha accolto la richiesta della parte civile di modifica  in aumento della provvisionale liquidata tre anni prima in euro 200.000,00  aumentandola ad euro 300.000,00. Si tratta di un evento processuale straordinario che segue di recente  quello del processo alla brigatista rossa Nadia Lioce. La sentenza è stata accolta con grande soddisfazione da Massimiliano Menna, dal fratello ed ai suoi genitori che dal primo gennaio 2000 sono precipitati con lui nell’abisso della sofferenza e della disperazione per le condizioni di totale invalidità del figlio. Si confida ora, dopo il rigetto dell’appello dell’imputato,  in una dimostrazione di sensibilità da parte della assicurazione Carige per un integrale risarcimento dei danni subiti oltre alla aumentata  provvisionale e in una fattiva disponibilità  delle Istituzioni e degli imprenditori della zona di Atessa e di Lanciano affinché diano un lavoro ed un futuro al giovane  disoccupato per via della  invalidità  conseguente al famoso incidente stradale di capodanno 2000 Massimiliano Menna.


POZZUOLI: LA QUINDICENNE È MORTA SUL COLPO, L’AMICO DI 16 ANNI IN OSPEDALE
Due ragazzi in moto uccisi da un’auto pirata
Da il mattino di Napoli del 17/10/2006


Pozzuoli. Una ragazza di 15 anni e un giovane di sedici sono morti nella tarda serata di ieri travolti da un’auto pirata sul ponte della Solfatara. Il conducente della macchina fugge, ora è ricercato dalle forze dell’ordine. Sono le 21, sul tratto dell’asse viario Solfatara-Arco Felice chiamato il «ponte-ecomostro» i due ragazzi sfrecciano sul motorino, stanno rientrando verso casa. Nessuno dei due indossa il casco. La strada è poco illuminata, la visibilità scarsa. Dietro il curvone una Fiat Barchetta, lanciata a forte velocità, invade la carregiata opposta. Il sedicenne alla guida dello scooter se la trova davanti all’improvviso. Impossibile sterzare o deviare. L’impatto è violento, mortale. La ragazza viene sbalzata dal mezzo, batte la testa contro il selciato. Muore sul colpo. Lui respira ancora, ma è gravissimo. Sul posto la polizia stradale e i vigili del fuoco. Immediati i soccorsi, il giovane viene trasportato in ambulanza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. I medici sperano di salvarlo. Ma è stata una corsa inutile. Un’ora dopo il ricovero nel reparto di rianimazione, muore anche lui. In nottata l’identificazione delle salme e la dolorosa comunicazione alle famiglie dei due ragazzi, ma i momi delle vittime si sapranno soltanto oggi. Dai primi rilievi dell’incidente si è accertato che l’auto correva veloce e aveva invaso la corsia opposta. Il conducente, che stava curvando, probabilmente non si è neppure accorto che davanti a lui stavano arrivando i due ragazzi in scooter. Uno scontro terribile, ancora sangue, ancora due vittime adolescenti. E un’altra auto pirata, un altro assassino che scappa lasciando a terra due giovani corpi straziati. E c’è anche chi ha approfittato della disgrazia e del caos al pronto soccorso dell’ospedale quando è arrivata l’ambulanza con la ragazza già morta e il giovane in fin di vita. Un mezzo di soccorso del presidio sanitario, posteggiato nell’ingresso, è stato rubato da qualche ladro-sciacallo.


Comunicato stampa - da A.I.F.V.S. onlus il 13/10/2006 * 11:59

QUANTA SUPERFICIALITA’!

Lo staff di Bertinotti risponde all’AIFVS
L’Adnkronos del 7 ottobre riporta che la norma sul divieto di alcolici è stata stralciata perché non attinente con il contenuto della finanziaria.

 Comunicato dell'AIFVS sulla risposta data dallo staff del Presidente della Camera all'AIFVS clicca qui per continuare


Finanziaria: Vergogna! Bertinotti manda al macero il divieto di alcool

Dal quotidiano on line Affari Italiani, in Cronaca del 6/10/2006, apprendiamo che il Presidente della Camera Bertinotti, su proposta della commissione bilancio, è intervenuto sulla Finanziaria per togliere la norma sul divieto dell'alcool.
Il motivo ufficiale, come riportato dal quotidiano, è che tale disposizione di carattere ordinamentale ed organizzatorio non comporta effetti finanziari ai fini della manovra di bilancio. Avevamo apertamente apprezzato l'inserimento di tale norma nella finanziaria, considerandola un input coraggioso, ed avevamo auspicato anche in altri settori sociali decisioni coerenti con l'obiettivo di tutelare la vita.
Di fronte a più di 8.000 morti ogni anno, a più di 20.000 invalidi gravi ogni anno, a più di 300.000 feriti ogni anno e all’agghiacciante dato che circa il 45% degli incidenti sono dovuti alla guida in stato di ebbrezza, decisioni di questo genere suonano offesa per la vita distrutta o danneggiata sulla strada, ed appaiono giustificate solo da un potere che non fa i conti con la cultura e con l’etica.
Dall’AIFVS etichettiamo come “VERGOGNOSA” una tale decisione, una “VERGOGNA” maiuscola proprio per l’alta carica ricoperta, e restiamo in attesa, per cancellare una tale connotazione, che il Presidente della Camera, che si è presa una tale briga, chiarisca pubblicamente in che modo si sta concretamente impegnando per fermare la strage stradale e per dare giustizia ai superstiti, tenuto conto che l’Italia a tutt’oggi è lontana dagli obiettivi europei, che l’AIFVS ritiene anche veramente minimi: il perdurare della strage stradale suona vergogna per i politici e ancora di più per coloro che ricoprono cariche elevate.
La nostra non vuole essere una critica distruttiva, ma piuttosto una sollecitazione ad impegnarsi per risolvere questo gravissimo problema e a non farsi fuorviare nelle decisioni da interessi di parte per garantire i diritti costituzionali..
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS

new.gif  04/10/2006  Comunicato stampa

AIFVS: FINANZIARIA
NO ALLA TASSA DI SUCCESSIONE SULLE VITTIME DELLA STRADA E DEI REATI.
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada contesta ogni ipotesi di imposta sulle successioni, che di fatto si traduce in una tassa sulle vittime. clicca qui per continuare


04/10/2006 L'AIFVS in cassazione contro gli annullamenti delle sanzioni autovelox

 L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada scende in campo per la difesa e la protezione della sicurezza sulle strade anche mettendo a disposizione dei Comuni Italiani la professionalità e l’esperienza dei avvocati di sua fiducia per i ricorsi in Cassazione avverso i provvedimenti dei Giudici di Pace di annullamento delle sanzioni amministrative. clicca qui per continuare


In Auto Brilli al volante? Ma «dio denaro» risolve tutto...

Da il giornale di Brescia del 03/10/2006
Di Roberto Merli AIFVS  Brescia

Caro direttore, ci sono due schieramenti letteralmente opposti uno all’altro: il primo sono le forze dell’ordine, l’assessorato ai Lavori pubblici provinciale, le varie associazioni di volontariato come quelle degli alcolisti in trattamento o quelle dei familiari di vittime della strada, le quali con passettini da tartaruga cercano di portare in risalto sia l’educazione civica che alla legalità, portando alla riflessione sia con campagne pubblicitarie che con incontri rivolti ai ragazzi mirati al giusto valore della vita. Ed il secondo schieramento è quello del consumismo, case automobilistiche che mettono in risalto la potenza del mezzo, oppure pubblicità ingannevoli come il caso di quella «birra in regola con il codice della strada», le televisioni che prediligono il messaggio dei reality, o meglio ancora le compagnie di assicurazione, le quali con un piccolo aumento del premio del 5%, tranquillamente ci possono tutelare in caso di stato d’ebbrezza. Mi spiego meglio: se io mi scolo una bottiglia di grappa e provoco un incidente grave o mortale, la mia assicurazione paga tutti i danni da me causati e non ha diritto di rivalsa. Da questa regola si possono trarre delle conclusioni spaventose, che in Italia l’automobilista non deve avere nessun timore, se si devono recuperare i punti della patente, vai in autoscuola, dormi durante le ore che devi per forza essere presente e con una manciata di euro riacquisti i tuoi punti detratti senza avere nessun bisogno di esami, se ti beccano da ubriaco al massimo ti fai un abbonamento di un mese di autobus e se per caso crei un incidente da ubriaco, come dicevo prima, non ci sono problemi perché con un’altra manciata di euro la tua assicurazione ti tutela. Mi rendo conto che con un po’ di manciate di euro abbiamo tante possibilità di essere tutelati. Allora mi viene spontanea una domanda: ma tutelati da chi? Io creo il danno a cose o persone perché sono ubriaco e devo essere tutelato per aver ecceduto? Allora chi subisce il danno che tutela riceve? Chi crea un danno danneggiando altre persone ha dalla sua mille possibilità per poter sfuggire a qualsiasi tipo di sanzione e chi subisce il danno che possibilità ha di riottenere quella giustizia a cui tutti hanno diritto? In pratica ci si assicura per poter commettere un omicidio colposo (così è formulata l’accusa) e non esser puniti, ma addirittura tutelati. Fino a che punto potremo lottare contro questo sistema illegale, ma ancor più riconosciuto ed approvato dallo Stato? La sensibilità o i sensi di responsabilità di questi venditori di illegalità viene spenta dall’unica parola d’ordine che conoscono ed è «il Dio Denaro». Roberto Merli
Aifvs di Brescia


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