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News


parlamento-9.jpgOmicidio stradale discussione calendarizzata il 24 marzo

L’AIFVS esprime soddisfazione per avere appreso che la discussione sul testo dell'omicidio stradale è stata già calendarizzata il 24 marzo presso la Commissione Giustizia del Senato.
L’impegno dell’AIFVS è costante, e si auspica che insieme alla manifestazione pacifica, promossa da Marina Fontana, possa accelerare la riforma, perché diventi al più presto legge.

Giuseppa Cassaniti  
presidente AIFVS

L’AIFVS partecipa all’iniziativa del Movimento delle Vittime della Strada del 24 marzo 2015

24 marzo 2015 – Giornata di mobilitazione in Italia perché 
 
1) l’omicidio stradale preveda pene congrue e da espiare e venga stabilita
     la data entro cui apportare le modifiche di legge
2) non vengano assolutamente abbassati i risarcimenti alle vittime della strada come invece già prevede il ddl sulla concorrenza, e vengano riconfermati i valori delle Tabelle di Milano, da cui partire per ulteriori incrementi risarcitori 
 
Alle Autorità Politiche ed agli Organi territoriali di Governo:
 
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato
Alla Presidente della Camera
Alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera
Al Presidente della Commissione Giustizia del Senato
Al Ministro della Giustizia
Al Ministro dello Sviluppo Economico
Al Ministro dell’Interno
Ai Prefetti
 
1)  I familiari delle Vittime della Strada, nel vedere spesso derubricato il reato di omicidio stradale da doloso a colposo, come già avvenuto per il caso di Ilir Beti l’11 marzo 2015 in Cassazione, chiedono al Parlamento di apportare le necessarie modifiche di legge perché si ponga fine all’incertezza interpretativa e si stabiliscano pene da espiare congrue alla gravità del reato e del danno.
 
A tal fine tutti si attendono che il Presidente del Consiglio stabilisca i tempi certi entro cui avverranno le modifiche di legge, e che il Presidente della Repubblica vigili sulla loro conformità alla Costituzione.
 
2) Ci opponiamo fermamente all’abbassamento dei risarcimenti alle vittime della strada, e consideriamo tale proposta indegna di una società civile, che non può far pesare sul soggetto debole l’interesse privato del sistema assicurativo, e non può sottovalutare la gravità del danno alla persona. Chiediamo che il Presidente del Consiglio stralci i relativi articoli dal ddl sulla concorrenza, votato il 20 febbraio 2015. 
                                                            
Movimento Vittime della Strada
 
340.8273214
368.600632

 


cassaniti.jpg«BASTA CON L’ALTALENA GIUDIZIARIA: L’OMICIDIO STRADALE SIA SOLO COLPOSO»
13/03/2015  A chiederlo è Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell'Associazione familiari e vittime della strada commentando la sentenza della Cassazione che non ha riconosciuto il dolo nel caso di Ilir Beti, l'imprenditore albanese che nel 2011 si mise al volante ubriaco e uccise quattro giovani francesi
 
«BASTA CON L’ALTALENA GIUDIZIARIA: L’OMICIDIO STRADALE SIA SOLO COLPOSO» FC RACCONTA
La proposta Lupi: introdurre l'omicidio stradale
«Il reato di omicidio stradale deve essere solo colposo e punito con due livelli di colpa: uno lieve e uno aggravata nel caso di un comportamento irresponsabile come chi si mette in auto ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti». A chiederlo è la presidente dell’Associazione dei familiari e vittime della strada Giuseppa Cassaniti Mastrojeni dopo la sentenza della Corte di Cassazione che martedì scorso ha annullato con rinvio la maxi condanna a 21 anni di reclusione inflitta a Ilir Beti, l'imprenditore albanese che il 13 agosto 2011 imboccò la A26 contromano e la percorse per 30 chilometri per dimostrare la sua abilità al volante. Nell'impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi. Il caso ritorna ora in corte d’Appello per essere riesaminato. 
 
«Questa altalena giudiziaria è un calvario doloroso per i familiari delle vittime, un supplizio aggiuntivo»,  dice Mastrojeni, «bisogna valutare caso per caso, la pena si può anche sospendere in caso di colpa lieve ma deve essere commisurata alla gravità del danno prodotto e della colpa che deve essere espiata per intero. Se c’è la colpa bisogna anche assumersi la responsabilità di quanto è successo. L’omicidio stradale è già previsto dall’articolo 589 del Codice penale e deve avere la stessa connotazione per tutti i casi: non può essere un po’ doloso e un po’ colposo. Perché quando viene riconosciuto come dolo eventuale il rischio, come è successo in questo caso, è che si arrivi in Cassazione, venga smontato tutto e il processo è da rifare di nuovo». 
 
Nel caso di Beti, il verdetto è stato emesso dalla I sezione penale presieduta da Renato Cortese che ha accolto il ricorso dell’imprenditore  - difeso dal professor Franco Coppi - contro la condanna a 21 anni inflittagli dalla corte d'Assise d'Appello di Torino il 20 giugno 2013. Beti la sera del 13 agosto 2011 era ubriaco, era già stato cacciato da un locale pubblico e aveva accanto a sé una ragazza addormentata, quando decise di imboccare contromano la A26 per dimostrare a sé stesso la sua abilità alla guida nello schivare i veicoli in marcia. Per i quattro ragazzi francesi non ci nulla da fare e rimase seriamente ferito anche un altro loro compagno di viaggio.
Secondo i giudici piemontesi, questo modo di guidare era doloso, perché andando contromano era inevitabile mettere a rischio l'incolumità altrui. Ma la Cassazione è stata di diverso avviso e ha seguito l'indicazione del sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta, che aveva chiesto l'annullamento con rinvio della condanna di Beti. Ad avviso di Mazzotta «la categoria della “colpa” non è residuale nel diritto e se applicata in un caso così estremo avrebbe consentito di infliggere la stessa condanna comminata all'imputato con tutte le aggravanti possibili, senza forzare la categoria del dolo. Il ricorso della difesa dell'imputato è da condividere - ha proseguito il pg Mazzotta nella sua requisitoria - in quanto il guidatore voleva procedere contromano per dare prova a sè stesso della sua destrezza e non aveva considerato che gli altri guidatori, che procedevano “correttamente” nella loro marcia avrebbero potuto perdere il controllo dei loro veicoli». 
 
Dello stesso tenore è stata l'arringa del professor Franco Coppi, difensore di Beti: «Occorre fare molta attenzione quando si fanno le ricostruzioni dei passaggi mentali di un soggetto ubriaco, perché risulta difficile attribuire il dolo, e quindi la volontarietà, a chi si trova in simili condizioni» Secondo Coppi si tratta di una «condotta imperita e negligente che sottrae l'imputato all'area del dolo e lo consegna all'area della “colpa”»
 
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L'artico stampa completo 

Ilir_Beti2.jpgL’altalena tra la colpa ed il dolo: i percorsi schizofrenici della giustizia

La Cassazione non riconosce il dolo ma la colpa, la Corte d’Appello dovrà rifare il processo.


Il caso di Ilir Beti 

Sappiamo che Ilir Beti ubriaco ha percorso 30 km contromano ed ha ucciso quattro giovani francesi il 13 agosto del 2011.

Eravamo rimasti sconcertati quando abbiamo appreso che il magistrato Sara Pozzetti dopo due giorni dalla strage aveva lasciato in libertà il criminale stradale. Una decisione che registrava una forte dissonanza sociale.

Ma in appello la condanna esemplare di 21 anni ci aveva restituito fiducia  nella giustizia.

In Cassazione ieri, 11 marzo 2015, di fronte a tortuose discussioni tra colpa e dolo, il procuratore generale Gabriele Mazzotta ha affermato che “la categoria della colpa non è residuale nel diritto e se applicata in un caso così estremo avrebbe consentito di infliggere la stessa  condanna comminata all’imputato con tutte le aggravanti possibili, senza forzare la categoria del dolo”.

Tenuto conto di tali affermazioni, la Corte d’Appello che dovrà rifare il processo, dovrà egualmente arrivare ad applicare una pena di 21 anni. In attesa che il Procuratore Generale Mazzotta chiarisca quale calcolatrice utilizzare per arrivare ad una condanna equivalente, ci aspettiamo che, almeno per il giudizio di rinvio, la magistratura sappia essere coerente, applicando il massimo della pena prevista per l’omicidio colposo comprensiva delle aggravanti.

Da quanto sopra emergono i reali problemi: il dolo può sempre essere ribaltato in colpa e costringere a rifare il processo allungando i tempi della giustizia e così danneggiando le vittime; le diverse sensibilità culturali e sociali dei magistrati rendono schizofrenica la giustizia, disorientando i cittadini, ai quali, invece, interessa che venga riconosciuta la gravità del reato, desumendola dalla gravità della colpa, dalla gravità del danno e dal comportamento del reo, al fine di  applicare una pena congrua e da espiare.

Purtroppo stiamo ancora ad aspettare che si apportino modifiche migliorative all’omicidio colposo stradale, che già esiste nel codice penale e che annulla ogni controversia interpretativa, stabilendo però pene commisurate alla gravità del danno e della colpa.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS


renziCS.jpgComunicato stampa

 

Il DDL sulla Concorrenza abbassa i risarcimenti alle Vittime  della strada

 

"Vorremmo che la vita reale informasse di più la discussione sulla giustizia".

Con queste parole il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo discorso programmatico, ha voluto indicare la via del cambiamento.  L’AIFVS, tuttavia, rileva che il ddl sulla concorrenza, per quanto riguarda il risarcimento del danno alla persona, non segue la strada del cambiamento, ma quella, tentata sin dal 2011, di riproporre l’abbassamento del risarcimento alle vittime della strada, annullando quanto affermato dalla Cassazione, e cioè che le Tabelle di Milano, in uso nei tribunali, sono congrue e costituiscono un punto di riferimento generale per il risarcimento del danno.

L’AIFVS si chiede come possa un Governo che parla di “semplificazione” impegnare le proprie energie per elaborare “una specifica tabella unica”, mentre dispone già di Tabelle elaborate e testate dagli organismi giudiziari e condivise dai familiari delle vittime, e dalle quali bisogna partire per ulteriori incrementi risarcitori.

Se poi l’obiettivo, neanche nascosto, perché chiaramente indicato dal Ministro Federica Guidi in occasione dell’assemblea dell’ANIA del 2014, è quello di abbassare i risarcimenti per ridurre le tariffe assicurative, noi suggeriamo, come dice Renzi, di tener conto della vita reale per assicurare giustizia: gli incidenti sono diminuiti di circa il 50%, ma le tariffe non sono diminuite; le vittime hanno definitivamente perduto diritti fondamentali e verso di loro incombe il dovere della solidarietà sociale; le assicurazioni hanno i loro utili che, secondo gli ultimi dati Ania, hanno raggiunto il record di 2,5 miliardi di euro nella Rc auto e di oltre 5 mld nell’intero comparto assicurativo.

Pertanto, se vogliamo dare una svolta reale al cambiamento, non sono le vittime che debbono essere private del loro giusto risarcimento, ma sono le imprese di assicurazione che, in una società civile, debbono fare un passo indietro, facendo gravare sui loro utili l’abbassamento delle tariffe.

Un Governo che si ritiene di sinistra non può essere a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime, anello debole della catena, piuttosto si deve impegnare perché tale scelleratezza venga impedita!

Anche l’AIFVS promuoverà azioni a sostegno dei diritti delle vittime, aperte a tutti coloro che intendono partecipare.

 

Giuseppa Cassaniti

Presidente AIFVS


L’AIFVS a Taranto e provincia – Mettiamo in sicurezza le infrastrutture

I lavori in corso per la sicurezza delle strade a Taranto e provincia trovano la loro origine nell’impegno costante del responsabile della sede di Taranto, Cosimo Fungoso, che negli anni passati ha effettuato una grossa raccolta di firme nei territori dei comuni con problemi di viabilità    (Castellaneta, Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, Laterza, Ginosa).

Tale iniziativa ha creato un’unione di forze ed ha permesso l’incontro con l’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale sono state consegnate le firme raccolte, ed è stato chiesto di dare luogo ai lavori  per mettere in sicurezza le strutture viarie destinando i fondi.

Dopo la nostra azione di denuncia sono stati aperti i cantieri ed oggi gli interventi per la sicurezza stradale registrano lavori già completati e altri che saranno affidati alle ditte appaltatrici. Le foto allegate riportano l’esecuzione di alcuni lavori.

L’Associazione, con Cosimo Fungoso in rappresentanza dell’AIFVS, fa parte dell’Osservatorio della sicurezza stradale della Prefettura di Taranto ed esiste un’utile collaborazione per individuare le situazioni di pericolo e sollecitare gli interventi.

Sono stati completati i lavori della Dir  106 Palagiano Chiatona, la Palagiano Palagianello l’uscita dell’autostrada a Palagianello  con tre rondò, il Ponte di Santa Colomba con rinforzo delle spallette di cemento con rivestimento di tufo

È stata  avviata la procedura per l’espletamento della gara di appalto per l’affidamento dei lavori di ammodernamento del tratto della S.P. 13 in contrada  Le Ferre.

Abbiamo chiesto di ripristinare l’impianto di illuminazione con la pulizia delle cunette nei pressi della rotatoria della S.P 13,  e di fare quel tratto a senso unico, tenuto conto che la larghezza della strada non è a norma.

Ma il nostro impegno continua: a tutt’oggi non è stato ripristinato né l’impianto di illuminazione e nè il taglio dell’erba nelle cunette. Chiederemo l’incontro al  Commissario Prefettizio, con la convinzione che per la sicurezza delle persone dobbiamo tutti collaborare perchè le soluzioni non si arrestino di fronte alla solita frase che non ci sono i fondi.

22/02/2015

Cosimo Fungoso AIFVS Taranto

Giuseppa Cassaniti presidente AIFVS

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Documentazione fotografica

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Organi statutari AIFVS - triennio 2013/2016
Organi statutari AIFVS
mail_icon.gifGiuseppa Cassaniti Mastrojeni  Presidente
mail_icon.gif Ezio Bressan  Vicepresidente
mail_icon.gif Patrizia Quaresima  Segreteria
 
mail_icon.gif Maurizio Antonelli Consigliere
mail_icon.gif Paolo Battistini Consigliere
mail_icon.gif Ezio Bressan Consigliere
mail_icon.gif Paolo D'Onofrio Consigliere
mail_icon.gif Simone Frisone Consigliere
mail_icon.gif Biagio Lisa Consigliere
mail_icon.gif Andrea Longo Consigliere
mail_icon.gif Jonni Perozzi Consigliere
mail_icon.gif Mario Pulvirenti Consigliere
mail_icon.gif Patrizia Quaresima Consigliere
mail_icon.gif Rosalba Romano Consigliere
 
mail_icon.gif Michele Papeo Collegio revisore dei conti
mail_icon.gif Stefano Villani Collegio revisore dei conti
mail_icon.gif Cosimo Fungoso Collegio revisore dei conti
 
mail_icon.gif Domenico Cricchi Collegio dei probiviri 
mail_icon.gif Gennaro Marrazzo Collegio dei probiviri 
mail_icon.gif Elisa Pappalardo Collegio dei probiviri
mail_icon.gif Alessandro Petrosino Collegio dei probiviri     (supplente)
mail_icon.gif Emanuela Bottardi Collegio dei probiviri     (supplente)    
 
Certifificazione rappresentanza legale AIFVS

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Certificazione  Iscrizione dell'associazione all'anagrafe onlus

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La sentenza riconosce la corresponsabilità dell’ente pubblico –  Comune di Casteldaccia in provincia di Palermo – nella causazione dell’incidente e lo obbliga a corrispondere il risarcimento. 
 
Dare peso ai comportamenti omissivi delle istituzioni e contrastarli è l’obiettivo che l’AIFVS si è sempre prefisso e che attualmente sta finalmente raccogliendo qualche frutto, a partire dalla sentenza storica che ha accolto la costituzione di parte civile dell’AIFVS ed ha condannato i vertici dell’Autostrada Messina-Palermo per la morte di quattro persone, causata dall’inadeguatezza della struttura di contenimento del Viadotto Ritiro. 
 
Una sentenza che ha determinato nei giudici maggiore attenzione ai comportamenti omissivi, come  si rileva anche nel processo per la morte nel 2007 del giovane medico Leo Virga, causata dal guardrail che, disancoratosi dalla piantana, ha perforato l’auto ed il giovane. In tale processo i familiari di Leo hanno chiesto la costituzione di parte civile dell’AIFVS, accettata dal giudice con apprezzato riconoscimento.
 
La sentenza, pronunciata il 15 gennaio 2015, ha condannato i tre funzionari del Consorzio  Autostrade Siciliane.

Giuseppa Cassaniti  
Presidente AIFVS 

 


Progetto Adamo - da AIFVS onlus il 28/01/2015 * 21:17

Educazione alla sicurezza stradale - Istituto Omnicomprensivo di Amelia
Febbraio - Marzo - Aprile 2015
 
MARTEDI3 FEBBRAIO
ore 11,00 Presentazioneprogetto presso la Sede del Comunedi Amelia 
 
FEBBRAIO- MARZO
Docenza Autoscuole Galileo e Biancafarinasu regole basilari della circolazione stradale,
segnaletica stradale e parte teorica per il conseguimento del patentino per la guida dei ciclomotori, regole di comportamento civile in qualità di utente della strada.
 
SABATO11 APRILE
 Giornata conclusiva presso l'Istituto Omnicomprensivo di Amelia (classisecondarie diprimo grado). Esposizionedella relazione finale delle classiinteressate al progetto, proiezione video in tema di sicurezzastradale, intervento rappresentanti dei soggetti promotori. Premiazionedelle classie dell'Istituto aderenti.
 
SABATO18 APRILE
Giornata presso l'Istituto Omnicomprensivo di Amelia (classi secondarie di secondo grado), con proiezione del film "YOUNGEUROPE"- Polizia Stradale di Terni.
Dibattito e Premiazionedell'Istituto aderente
 
A cura di M. Fiaschini sede AIFVS Terni
 
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Dati ISTAT riferiti agli incidenti stradali confrontati dal  2001 al 2013 
 
Nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti(entro il 30° giorno) ammonta a 3.385, quello dei feriti a 257.421.
Rispetto al 2012, il numero di incidenti scende del 3,7%, quello dei feriti del 3,5% mentre per il numero dei decessi la flessione è del 9,8%. Tra il 2001 e il 2013 la riduzione delle vittime della strada è stata del 52,3%, in valore assoluto si è passati da 7.096 a 3.385.
 
Nel 2013, le vittime di incidenti stradali sono state 26.010 nella Ue28 (28.298 nel 2012), con una riduzione tra il 2013 e il 2010 del 17,7%, variazione analoga a quella registrata in Italia nello stesso periodo. Si tratta di 51,4 persone decedute in incidente stradale ogni milione di abitanti. L’Italia ha registrato un valore pari a 56,2, collocandosi al 14° posto nella graduatoria europea, dietro Regno Unito,Spagna, Germania e Francia.
 
Sulle strade urbane italiane si sono verificati 136.438 incidenti, con 184.683 feriti e 1.421 morti; sulle autostrade gli incidenti sono stati 9.265, con 15.447 feriti e 321 decessi. Sulle strade extraurbane, ad esclusione delle autostrade, si sono verificati 35.524 incidenti, con 57.291 feriti e 1.643 morti.
Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono verificati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,04 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,46 sulle autostrade. Rispetto al 2012, l’indice di mortalità risulta in netta diminuzione sulle strade extraurbane (5,03 nel 2012) e in lieve calo su autostrade e strade urbane (rispettivamente 3,51 e 1,12 nel 2012).
 
L’indice di mortalità raggiunge il valore massimo tra le 3 e le 6 del mattino, in media 5 decessi ogni 100 incidenti, a fronte di una media giornaliera pari a 1,87. La domenica è il giorno della settimana nel quale si registra il livello più elevato dell’indicatore, 3,1 morti per 100 incidenti. Nella fascia oraria notturna (compresa tra le 22 e le 6 del mattino), l’indice è più elevato fuori città, il lunedì e la domenica notte (8,32 e 7,94 decessi per 100 incidenti).
Nel 67,9% dei casi le vittime degli incidenti stradali sono conducenti di veicoli, nel 15,9% passeggeri trasportati e nel 16,2% pedoni.
Tra i 2.297 conducenti deceduti a seguito di incidente stradale, il 42,1% aveva un’età compresa tra i 20 e i 44 anni (968 in totale), con valori massimi registrati soprattutto tra i giovani 20-24enni (219) e tra gli adulti nella classe 40-44 anni (215).
La categoria di veicolo più coinvolta in incidente stradale è quella delle autovetture (67,5%); seguono i motocicli (12,8%), gli autocarri (6,4%), le biciclette (5,3%) e i ciclomotori (4,5%).
I motocicli rappresentano la categoria di veicolo più a rischio: l’indice di mortalità è pari a 1,68 morti per 100 veicoli coinvolti; seguono biciclette (1,41) e ciclomotori (0,84)..
 
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