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AIFVS La Repubblica - da AIFVS onlus il 15/04/2012 * 17:37

Comunico che domenica 15 aprile, ci sarà sul quotidiano La Repubblica una pagina dedicata all’AIFVS sul tema “Omicidio stradale? Ma valga per tutti! Sulla strada non uccide solo l’ubriaco o il drogato!
Giuseppa Cassaniti (presidente AIFVS)


La pagina sul quotidiano Repubblica

 


 COMUNICATO STAMPA
  
Per il Tribunale di Palermo ammazzare un innocente non è grave: torni pure a casa
        
Uccide con un tasso alcolemico di 1,35 e alla velocità di 160 km/h e non deve espiare alcuna pena!
          
L’AIFVS chiede un decreto legge che garantisca subito la certezza della pena
 
Il Gup Vittorio Anania del Tribunale di Palermo, con il consenso del Pm Ennio Petrigni, ha ritenuto congrua la sospensione condizionale della pena di 1 anno e 11 mesi!!!!!!!!!!
 
L’unica punizione: 2 anni e sei mesi di sospensione della patente. “Così è deciso, l’udienza e’ tolta”.

 
Erano le 6.36 del primo gennaio del 2011 e Davide Scarfeo di 35 anni tornava in sella al suo scooter a casa. Era sobrio e contento della serata trascorsa. Walter Segretario, a bordo della sua auto, guidava ubriaco con un tasso alcolemico di 1,35 g/l e viaggiava a circa 160 Km/h dove il limite massimo era di 100Km/h. Aveva messo in atto tutte quelle condotte idonee ad uccidere. Non appena la sua auto raggiunse lo scooter di Davide Scarfeo si verifico’ l’evento altamente prevedibile, lo travolse uccidendolo a soli 35 anni.
L’AIFVS è indignata per questa sentenza. Questo pronunciamento ci fa capire che a Palermo si puo’ guidare ubriachi o drogati e contemporaneamente sfrecciare senza limiti di velocita’ ammazzando chiunque e tornarsene a casa senza dover espiare alcuna pena. La sentenza sembrerebbe dirci che in fondo non e’ cosi’ grave ammazzare qualcuno se non per mafia.
Questa discrezionalita’ in mano ai magistrati  finisce per punire solo le vittime e vanificare il lavoro fatto dal legislatore che, nel 2008, con la legge 125 incrementava la pena per la guida in stato di ebbrezza, dando un preciso segnale alla magistratura di punire più pesantemente tale reato. Addirittura indicava che le attenuanti non coincidono con le aggravanti e che lo stato di incensurato non costituisce un’attenuante!
Per l’AIFVS non e’ piu’ possibile procrastinare l’approvazione di un Decreto Legge che garantisca da subito la certezza della pena per l’omicidio stradale. Chi guida sotto l’effetto di alcol, di droghe e chi deliberatamente mette in atto azioni sconsiderate atte ad uccidere sia punito in modo esemplare. Non per vendetta ma per essere d’esempio. Per evitare che altri debbano morire a causa d’incoscienti convinti di farla comunque franca.
Sono troppe le sentenze indecenti che non si addicono ad una societa’ che si ritiene civile. Per questo l’AIFVS annuncia la redazione di un “libro bianco” che raccogliera’ quelle sentenze e quegli scritti in atti giudiziari intollerabili, con i nomi e i cognomi di chi con troppa superficialita’ sottovaluta il bene giuridico costituzionalmente protetto della vita.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS


 

Esposto di AIFVS ed AICAT, apprezzata risposta del Tribunale di Alba

Esposto di AIFVS ed AICAT, apprezzata risposta del Tribunale di Alba

Il contrappasso del vignaiolo (La Stampa,5/2/2012) (Leggi il fatto)

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e l’Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali esprimono un pubblico apprezzamento per la decisione del Presidente del Tribunale di Alba (dott. Paolo Rampini) poiché, nel revocare la convenzione per i lavori di pubblica utilità al Comune di Neive, ha dimostrato di prendere le distanze da decisioni di pubblici amministratori (sindaco di Neive) in palese violazione della norma, non sottovalutando quanto da noi in precedenza comunicato: commutare la pena per guida in stato di ebbrezza in lezioni per rafforzare la vendita del vino contrasta chiaramente con il dettato della norma e con la sua funzione di tutela dell’interesse generale.

Giuseppa Cassaniti, presidente AIFVS
Aniello Baselice, presidente AICAT

 


4° Memoria Federico Rizzi - da AIFVS onlus il 07/03/2012 * 23:16

 Federico Rizzi Music Contest 2012 – Fondi (Latina)

4° Memorial Federico Rizzi

Iscrizioni aperte fino al 30 aprile 2012

REGOLAMENTO  E SCHEDA DI PARTECIPAZIONE


 

Insieme per una battaglia di civiltà
Decreto legge contro la pirateria e la criminalità stradale
L’AIFVS, nell’apprezzare l’iniziativa di un gruppo di genitori che sono ricorsi alla strategia di comprare una pagina del Corriere della Sera per diffondere la richiesta di giustizia per le vittime della strada, rileva che tale spesa a loro carico poteva essere evitata se il Governo avesse posto attenzione alle giuste richieste dei familiari delle vittime.
Richieste che l’AIFVS ha portato avanti negli anni, sedimentando una complessità di esperienza che le permette sia di essere legittimata a rappresentare l’interesse sociale e collettivo a tutela della salute e della vita sulla strada, e sia di avanzare proposte di giustizia che superino le discriminazioni.
C’è molto da fare in questo campo, le divisioni non pagano, il confronto permette di rendere più complete le proposte e di ritrovare in una battaglia di civiltà le radici di un faticoso percorso, che culmina nella richiesta di modifica dell’articolo 111 della Costituzione per il riconoscimento della dignità processuale della vittima, oltre che delle direttive europee.
Intanto, vista l’inerzia del legislatore nel discutere le proposte di legge in tema di omicidio stradale, la 3274 dell’AIFVS e quella dell’Associazione Lorenzo Guarnieri, ritenendo che il cammino di una legge ordinaria impieghi troppo tempo per riuscire a rimediare all’attuale squilibrio tra pene e beni giuridici tutelati, a garanzia delle persone, l’AIFVS fa appello al Governo affinché emani senza ritardi un decreto legge che attui la riforma dell’omicidio stradale in seno al codice penale, e nel contempo garantisca una corsia preferenziale, esente da oneri, per i processi che riguardano le vittime della strada.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

 


Frosinone / Fiaccolata per le vittime della strada - da AIFVS Frosinone il 01/03/2012 * 23:40

Frosinone / Fiaccolata per le vittime della strada / domenica 4 marzo 2012

COMUNICATO INTEGRALE

CONTRO IL DISINTERESSE DEI POLITICI
PER LA SICUREZZA STRADALE
E A RICORDO DI TUTTE LE VITTIME DI INCIDENTI STRADALI

DOMENICA 4 MARZO 2012
MANIFESTIAMO TUTTI INSIEME
AL QUARTIERE CAVONI – FROSINONE

ORE 18 – FIACCOLATA SULLA “MONTI LEPINI”, CON PARTENZA DA VIALE MADRID

ORE 19 – MESSA DI COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI, PRESSO LA CHIESA DI SAN PAOLO

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Frosinone, 4 marzo 2012 / Svoltasi fiaccolata sulla "Monti Lepini" in ricordo delle vittime della strada 

VIDEO, FOTO E RASSEGNA STAMPA 

Nel tardo pomeriggio di domenica 4 marzo 2012, presso il quartiere Cavoni di Frosinone, si è svolta una fiaccolata, seguita da una messa presso la chiesa di San Paolo, in memoria di tutte le vittime della strada.

Si è trattato di un appuntamento, divenuto ormai abituale da quando, il 20 febbraio 2004, sulla "Monti Lepini", morì in un incidente stradale il giovane Roberto Cocco ed i suoi familiari ed amici decisero di dar vita, ogni anno, attorno a quella data, ad una manifestazione, in ricordo di lui e di tutte le vittime della strada.

Intorno alle ore 18, il corteo, scortato dagli agenti della polizia municipale Giuseppe Rea e Massimo Compagno, è partito da viale Madrid, raggiungendo il cippo posto sulla "Monti Lepini", a ricordo del giovane Renato Fabrizi, deceduto nel 1999 a causa di un incidente stradale colà verificatosi. Sul piccolo monumento è stato posto un mazzo di fiori dalla madre di Roberto Cocco.

Presenti, tra i numerosi partecipanti, il sindaco di Frosinone Michele Marini e l'assessore comunale Massimo Calicchia.

 


Automobile Club Prato e Ufficio Provinciale ACI di Prato

ORGANIZZANO IL 1°PREMIO LETTERARIO:
"IL SENSO DELLA VITA: GIACOMO MASSOLI"
La domenica del 6 febbraio 2011, intorno alle 4,30 del mattino, in via Nam Dinh a Prato, al rientro in auto a Firenze da una tranquilla serata in discoteca, la voglia di vivere di Giacomo Massoli in un attimo viene spezzata per sempre. L'entusiasmo, l'esuberanza di un sano ragazzo di venti anni, i sogni e i progetti che aveva in mente di realizzare (continuare a studiare per diventare un bravo barman, viaggiare lavorando all'estero per fare nuove esperienze, senza dimenticare gli allenamenti di pugilato, il suo nuovo impegno sportivo che lo avrebbe portato alprimo incontro nello scorso giugno), di colpo tutto ciò si è fermato in quel tragico istante.

 


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 Lavori socialmente utili all’italiana

8/2/2012

Il quotidiano La Stampa del 5 febbraio, nell’articolo “Il contrappasso del vignaiolo” riferisce che il Tribunale di Alba ha sostituito la condanna di Giorgio Rivetti per guida in stato di ebbrezza con 0,60 di alcolemia, con 34 ore di lavoro di pubblica utilità.
Tale lavoro è stato svolto a Neive, comune convenzionato con il Tribunale, ed il sindaco Luigi Ferro ha proposto a Rivetti di “scontare la condanna tenendo sei lezioni ai colleghi vignaioli su come vendere vino in giro per il mondo  e migliorare l’appeal del Barbaresco”.
La solita proposta all’italiana, carica di ambiguità: si condanna per un tasso di alcolemia oggi non più indicato come reato; il condannato non si oppone, anzi “la scelta è stata automatica”; il sindaco propone le lezioni ai vignaioli!
E che vogliamo di più: è proprio vero che il vino confonde le idee! Tant’è vero che il contenuto dei lavori socialmente utili non si sceglie con riferimento alla normativa che prevede attività “nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale…o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze”(art. 186 cds). No, si sceglie a ragion veduta per rafforzare gli interessi del vino. Rivetti infatti dice: “E’ stato paradossale, ma utile e divertente”.
L’AIFVS aveva già considerato il lavoro di pubblica utilità sostitutivo delle misure detentive e pecuniarie per la guida in stato di ebbrezza un espediente vantaggioso per annullare sanzioni consistenti, ma non adeguato a garantire la modifica del comportamento che sta alla base della trasgressione.
Non potevamo tuttavia immaginare che proprio una figura istituzionale, come un sindaco che ha la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini nel territorio, potesse prendere una decisione in contrasto con il significato delle norme!
Una decisione che viola il buon senso, che dà ancora una volta un messaggio contrario alla sicurezza, che deprime l’autorevolezza delle istituzioni.
È abbastanza chiaro che la crisi in Italia non è solo economica, le istituzioni non possono destabilizzare il valore delle norme!
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS


COMUNICATO STAMPA

UNA SENTENZA ESEMPLARE CHE RISPONDE AL SENTIRE POPOLARE

 

L’AIFVS plaude alla sentenza della prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Milano (pres. Maria Luisa Dameno), che – condannando a 14 anni Alessandro Mega per la morte della giovane Roberta Caracci – ha riconosciuto che la condotta di chi uccide una persona guidando in maniera spericolata costituisce un omicidio volontario.

Non è la prima volta che i magistrati milanesi dimostrano una particolare sensibilità al tema: già il Tribunale, con una precedente importante sentenza del giudice Guido Salvini, aveva riconosciuto che i casi di colpa grave non sono assimilabili alla fatalità, in quanto evidenziano un difetto di percezione sociale del valore della vita.

Con l’odierna pronuncia, la Corte d’Assise d’Appello riconosce che chi tiene una condotta di guida spericolata fa una precisa scelta, della quale è pienamente responsabile. Ciò, del resto, è quanto avviene nel caso del lancio dei sassi dal cavalcavia, che ormai da anni ricondotto all’area dei reati dolosi.

Certo, sono molte le resistenze culturali ancora da vincere: emblematico il fatto che, nel caso di specie, la condanna a 14 anni sia stata emessa nonostante il sostituto procuratore generale, Gianni Griguolo, rappresentante della pubblica accusa, avesse richiesto una mera conferma della sentenza di primo grado, estremamente riduttiva e basata su motivazioni prive di alcun riscontro oggettivo: “non si può ritenere che il Mega fosse in condizioni di non poter assolutamente porsi alla guida”, aveva scritto il gup, e comunque, se si era messo al volante sotto l’effetto di un sonnifero e di uno spinello, “aveva evidentemente ritenuto di riuscire a rimanere sveglio o comunque vigile”!!!

La sentenza d’appello riesce a riavvicinare la ricostruzione giudiziaria dei fatti alla verità storica e alla loro percezione sociale, colmando il divario che si verifica ogni qual volta reati di estrema gravità vengono frettolosamente liquidati come “incidenti”. Come se ci fosse un legame meramente accidentale tra l’assumere un micidiale cocktail di cannabis e tranquillanti, il guidare in maniera spericolata e l’investire frontalmente un’automobile dopo aver invaso la carreggiata opposta. Il tutto, naturalmente, guidando senza la patente, che al Mega era stata ritirata perché già sorpreso al volante in condizioni psicofisiche alterate.

La sentenza conferma che non occorre attendere nuove riforme per applicare una pena congrua: già con le leggi vigenti si può fare.

 

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS


A Roma 1 febbraio alle ore 11.00 conferenza stampa sulla pirateria al Senato nella sala Nassirya di Palazzo Madama

 
Comunicato stampa e invito


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