Giovanni Manolio, 43 anni, Rotondella (MT), 26.2.1945 – 17.12.1988


E’ avvenuto il 9 dicembre del 1988: l’auto guidata da un ragazzo di 18 anni, anche lui di Rotondella, non si è fermata allo stop dell’incrocio che dalla provinciale immette sulla consortile di Macchiarella,  ed ha centrato in pieno quella di Giovanni Manolio che percorreva quest’ultima strada regolarmente sulla sua destra.
     L’impatto è stato violentissimo; l’investito è stato trasportato all’ospedale di Policoro e poi, per la gravità del suo stato, nel reparto rianimazione di quello di Matera, dove è morto, il 17 dicembre, dopo  8 giorni di agonia.
     Giovanni Manolio era mio padre: io avevo allora 12 anni, mia sorella Rosa 17.    
     Sono seguiti giorni e mesi di dolore disperato per nostra madre e per noi, lunghi periodi di difficoltà di ogni genere, soprattutto la mancanza di una guida ferma e dolce in tutti gli anni a venire.
    In realtà non esiste condanna penale o risarcimento che possa sostituire la figura paterna.
    Ricordo, ricordiamo ancora il suo sorriso, il suo sguardo confortante, la sua voglia di vivere e la grande capacità di prendere con coraggio la vita: qualità che non gli sono bastate di fronte all’incoscienza omicida di un giovane poco più grande di noi.
    Non so come si  possa continuare tranquillamente a vivere, dopo avere ucciso per propria esclusiva colpa un padre di famiglia; e vedere quel ragazzo, ormai uomo, guidare tranquillamente la sua auto nella piccolo centro nel quale viviamo,  rinnova ogni giorno il dolore e il peso della perdita incolmabile che ci ha provocato.

Alberto Manolio              

associazione italiana familiari e vittime della strada