condanna Italia da Bruxelles
Autore Messaggio Discussione postata il 04/12/2007 @ 15:54
Titolo : condanna Italia da Bruxelles
avvocatocesari
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Bruxelles, 29 nov. - (Adnkronos/Aki) - La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia per la mancata trasposizione della direttiva europea sull'indennizzo delle vittime di reato. E' quanto si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles dalla stessa Corte del Lussemburgo. In particolare, il termine per la trasposizione era il 1 gennaio 2006.

la nostra associazione si mette quindi a disposizione delle vittime dei reati in base alla sentenza della corte europea per far valere detta sentenza nei confronti dello Stato Italiano.

Relativamente alla cooperazione giudiziaria civile, il recepimento della direttiva sull’indennizzo alle vittime di reato in Europa è soddisfacente, ma   alcuni Stati membri tra cui l'Italia rimangono inadempienti agli obblighi di comunicazione delle misure di recepimento.

L’Italia è tra gli Stati inadempienti, anche se va detto che il Governo in data 27 luglio scorso ha approvato lo schema preliminare di decreto legislativo, ora all’esame delle Camere per il prescritto parere.

Avv. Gianmarco Cesari - AIFVS


 
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Dino
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Postato il: 20/12/2007 @ 15:43
Preg.mo Avvocato,
vorrei farle due domande:
- la vostra associazione si occupa anche delle vittime di reati violenti non della strada?
- se lo Stato italiano non ha recepito la direttiva dell'UE e, quindi, non indennizza le vittime di reati violenti, come si fa a far valere la sentenza della Corte di giustizia europea, per farle indennizzare comunque?

 
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avvocatocesari
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Postato il: 21/12/2007 @ 11:18
La Repubblica Italiana è inadempiente rispetto alla disciplina comunitaria in quanto ad oggi non ha ancora provveduto a dare concreta e sostanziale attuazione alla Direttiva 2004/80/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all’indennizzo/riparazione delle vittime di reato .
La Direttiva comunitaria che è stata oggetto di un importante e fondamentale   convegno promossi a Roma presso la Camera dei Deputati Roma il 29 Novembre 2002 sul tema dopo la risoluzione del parlamento europeo del 24.9.02
ha istituito il seguente obbligo: “Tutti gli Stati membri provvedono a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime” ed in particolare L?Italia avrebbe dovuto: 1) attuare il sistema d’indennizzo nazionale, di cui all’art. 12, paragrafo 2, entro il 1° luglio 2005; 2) attuare le disposizioni, di cui alla Direttiva, inerenti l’indennizzo in questione nei casi transfrontalieri entro il 1° gennaio 2006. Lo Stato italiano non ha rispettato tali termini
Oltre alla denuncia alla Commissione Europea ed al ricorso al mediatore europeo quale competente Ombusdman nrei confronti della commissione ogni cittadino può ricorrere a Strasburgo per far valere l'inadempimento oltre promuovere l'azione avanti al Tribunale di Roma per il risarcimento del danno subito nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Corte Europea può riconoscere l'inadempimento compiuto dallo Stato italiano a seguito di idoeno ricorso e conseguentemente condannarlo al risarcimento dei danni subiti.
L'Osservatorio Vittime della LIDU che presiedo ha segnalato più volte l'inadempimento del Governo e del Parlamento.
La AIFVS anche se ha per scopo sociale quello di fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti attraverso la sensibilizzazione dei familiari delle vittime, delle stesse vittime se sopravvissute e di quanti altri intendono impegnarsi per il raggiungimento di quei fini anche con il servizio dell'assistenza legale specializzata ha al suo interno quali soci numerose vittime di reati dolosi e non derivanti dalla strage stradale e collaborando in sinergia con altre associazioni di vittime si mette quindi a disposizione di chiunque necessiti assistenza anche per far valere l'inadempimento dello Stato per la succitata direttiva comunitaria.
La AIFVS , tra l'altro, è stata la prima associazione di vittime a promuovere una azione di sensibilizzazione pubblica ed istituzionale a seguito della risoluzione del Parlamento Europeo del 2002 che ha originato al direttiva 80 grazie all'impegno edell'europarlementare italiano Roberta Angelilli da sempre vicina alla AIFVS per il suo impegno politico a favore delle vittime nel parlamento europeo.
La AIFVS assieme all'Osservatorio Vittime LIDU, quale associazione di promozione sociale che in Italia ha il maggior numero di sedi territoriali e di soci ha promosso il comitato nazionale delle associazioni di vittime che riunisce tutte le associaizoni di vittime sia di reati dolosi che colposi evidenziando la necessità di evitare discriminazioni legisdlative per differenze di garanzie, dato che le conseguenze dei reati dolosi e colposi sul piano umano, esistenziale, morale e biologico sono identiche a prescindere dalla natura del reato. ..


Avv. Gianmarco Cesari - AIFVS
 
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